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Toscanata 2017 

 

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Come ogni anno, in chisura della stagione dedicata ai funghi porcini, la toscanata si svolge a Monticiano, terra natale del glorioso Moggi. Questo raduno di fungaioli vari, nasce da una idea del sig. Emiliano che nel lontano 2012 vede la necessità di portare più fungaioli possibili nelle proprie fungaie maremmane per non scontentare nessuno. In questa intervista cerchiamo di capire quali siano le dinamiche e le situazioni che si vengono a creare in questo tipo di eventi, per questo abbiamo avuto la possibilità di parlare con il diretto responsabile.

Emiliano, dove nasce la toscanata?

Questo raduno prende luce davanti ad una bottiglia di vino, dove io e il mio fratello Zannil, al ritorno da una delle ennesime cavate di neri da paura nelle fungaie del Titti (padre di Emiliano ndr), con al seguito molti utenti del forum, abbiamo convenuto nella assoluta necessità che questo privilegio fosse esteso a tutti quelli che ne avessero avuto la voglia di partecipare.


Ok, capisco, ma lo spirito, il motivo, della toscanata quindi è il fungo, il boletus aereus?

Assolutamente no, deve sapere che negli ultimi anni, causa arrivo di persone indesiderate e riconosciute come “ secca fungaie”, quali il Raffaele, Guba, Funsu, Pinicola, Rabbit, Orso, Mologni, Giacomo, Tuma, toscani autoctoni vari ecc, queste terre all’epoca rigogliose sono andate incontro ad un declino assolutamente irreversibile, tanto da non trovarci più un fungo da almeno 4 anni, così che, essendo io e mio fratello persone molto furbe, abbiamo deciso di chiamare tutti qui, per mostrarci benefattori, quando in realtà siamo tutt’ altro.


Quindi mi stà dicendo che lo spirito che vi muove non è il fungo ma bensì altro?

Certo, lo spiritò è la necessità e la gioia di poter in un luogo meraviglioso come Monticiano, riabbracciare tra i rovi amici da tutte le parti d’Italia, davanti a buon cibo, buon vino , senza però svelare a nessuno il nostro piano occulto.


Perchè avete proprio scelto come località Monticiano?

Guardi, le rispondo brevemente, il mio fratellone è juventino ed io per regalo ho convenuto nella necessità di omaggiarlo nel migliore dei modi, qui nella terra natale del Moggi, qui nel bar Juventus club di Monticiano, niente di più.


Come si svolge questo evento?

Il raduno inizia con una grossa e sana mangiata al Mugello, primo punto di ritrovo degli avventori da ogni zona d’Italia, all’agriturismo Masso Serpente, dove tra una bruschetta e una fiorentina, si pianifica come muoverci per funghi il giorno seguente. Solitamente, per essere belli freschi e pimpanti, verso le 23 si abbandona il Mugello in direzione Maremma (Monticiano) e verso l’1:00 del nuovo giorno prendere possesso delle camere a noi destinate. La mattina seguente, il sabato, viene fatto il ritrovo in piazza del paese, con prima sosta prostrati e in preghiera davanti al bar Juventus club. La giornata passa per boschi, più o meno fitti e pieni di rovi per poi finire con panieri mai pieni all’aperitivo bar Moggi. Infine, cena alla osteria la Capanna di Scalvaia e buona notte a tutti. La domenica solitamente viene lasciata al recupero delle forze e ai rientri nelle proprie località di provenienza.


Avete mai organizzato campionati o gare a squadre o di singoli?

Certo. Negli anni passati si faceva una estrazione pubblica e imparzialissima nella piazza del paese, al fine di creare due squadre cinofile con scopo di raccolta, la squadra vincente, dopo aver passato il vaglio di giudici onesti e imparziali otteneva il beneficio di abbeverarsi fino a sazietà durante l’aperitivo, oltre ad avere accesso a tutte le mappe gps delle fungaie lunigiane del Cecca.


Mi racconti qualche episodio particolare che rimmarrà negli almanacchi della storia.

Uno su tutti. Si narra che 2 anni fa, una delle due squadre molto agguerrite finì per raggiungere Piombino, imbarcarsi sul primo traghetto per Capraia, raccogliere neri da paura e tornare a Monticiano come vincitori indiscussi. Purtroppo al loro arrivo si narra che un giudice molto imparziale (Funsu), gli contestò due minuti di ritardo all’ora che da regolamento doveva essere di ritorno massimo. La diattriba proseguì a lungo, tanto che il Cattolico, compagno fedele del Funsu, cappelano della parrocchia di Arenzano, prese possesso del campanile della chiesa e spostò avanti le lancette dell’orologio paesano di 5 minuti! Frittata combinata e la povera squadra moralmente vincitrice del concorso, vide i propri membri al lastrico per poter far fronte al debito in aperitivo, accumulato al bar.

 

Lasciò strascichi questa vicenda?

Assolutamente no. Siamo gente per bene; animati solamente dalla sana voglia di stare assieme e divertirsi. Ora quando ci si trova ci si portano le bevande da casa.

 

Veniamo al presente. Mi racconti di questo raduno appena passato.

foto di gruppo dei partecipantiQuesta edizione, causa mancanza assoluta di funghi nel raggio di 250 km da Monticiano e ai diversi ritrovi organizzati dallo staff del forum al quale apparteniamo (mondo porcino), ha visto un basso numero di partecipanti. Personalmente, ma credo di rappresentare anche il pensiero del mio fratellone, questa situazione in realtà ci aveva provocato preoccupazione e dispiacere, ma il raduno si fa e si farà alla grande comunque. In realtà ogni giorno si vive il presente, quindi viste le adesioni di persone provenienti da lande lontane, Il Muraglia da ( Lienz), Ercap da (Alessandria D’egitto), Brixia e Dado da (Yellowstone), Nutria e Gianni da (Marsiglia) , io e il mio fratello provenienti da relativamente molto vicino (Ferrara), abbiamo pensato che non era il caso di demoralizzarci troppo e di rendere omaggio alla voglia di esserci dei presenti.
I preparativi fremono e dopo aver ottenuto i posti letto, ampiamente contesi con orde di cacciatori, si indica il primo punto di ritrovo, Sasso Marconi alle 19:30, dove in stato di ansia da raduno, L’ercap arriva con solo 6 ore d’anticipo, passando i minuti a pascolare tra sagre del tartufo chiuse e vecchi ponti e canali. Dal nord un pendolino percorre l’A22 in uno spazio tempo che solo i neutrini sanno fare e alle 20:30 siamo davanti alle bruschette del Masso serpente. La serata passa con piacevole spensieratezza, si discute di tutto, tutto quel rumore di sottofondo che sta assordando il forum in questi tempi, si fanno calcoli, ipotesi e tesi, ci si confronta come mai in altre situazioni non abbiamo saputo fare e qui l’essere in pochi gioca a favore, ma non se ne cava un ragno dal buco, i perché di tante discussioni ci sfuggono davvero.


Poi un lampo di luce, si spalanca la porta e alle 22 compare il Pablo. Tra me e me mi chiedo se sia davvero lui. "cosa ci fa qui? Non era tra gli iscritti. Abita ad 1 ora da qui. Ha già cenato! cosa fa!? viene a farsi il post dinner?". Si, la risposta è questa. Semplice come non è facile capirla per chi vuole vederci sempre qualcosa di più complesso. E' venuto per salutarci e farsi con noi due cantucci e vin santo. Eccolo materializzato lo spirito mp, in carne ed ossa, nessun fungo, nessuna fungaia da scoprire, niente di niente. Grazie Pablo.
Alle 23 ci si saluta e mentre il pablo ripercorre il valico appenninico, noi ci dirigiamo nel buio più completo a Monticiano. Il viaggio trascorre liscio. Ercap ci spiega L’evoluzione del museo Egizio di Torino, io e Zannil discutiamo se l’Italia dovrà giocare con il 4-4-2 o con il 4-2-3-1, insomma ad ognuno i suoi pensieri, il mondo è bello così, mentre i fari della macchina del Brixia seguendoci illuminano la nostra.

Dopo aver svegliato il povero gestore dell’agriturismo e dopo aver dato fondo a qualsiasi forma di tabacco fumabile, decidiamo che il giorno seguente sarà relax puro, sveglia tranquilla e poi si va a spasso per boschi! Il risveglio è accompagnato dalla musica di de Gregori e in poco tempo siamo nella piazza del paese per una lauta colazione, Monticiano si presenta come la Brianza nebbiosa, umidità al 200%, sta a vedere che ci sono le condizioni e che troveremo pure qualche bocciolotto fresco. Il resto è un romanzo già scritto e ci vede pascolare tra cerri in cerca di sughere senza alcuna speranza! Passano ore stupende, si parla di tutto e il tempo vola, anzi, è tempo di andare a prendere gli ultimi arrivati, il Nutria e il prode Gianni fido compagno di viaggio, i quali si sobbarcano quasi 4 ore di viaggio per passare 23 ore in nostra compagnia.

Si fa un primo tempo al bar moggi, birra, birra, birra, vino, vino vino, poi si decide di esplorare le colline che da Monticiano portano a San Galgano, sotto le terre Marchesi di Luriano! Si cammina e si parla, Erminio spazia dall’idraulica per lo scolo delle acque, ai sommergibili tedeschi in men che non si dica, poi un salto a Cuba per arrivare al povero Budda morto per un erythropus indigesto! I suoni e i colori autunnali della Maremma ci entrano nelle vene, il Nutria sembra un bimbo al parco giochi, veramente stupefatto di tanta bellezza.

Abbiamo camminato e parlato, fumato e camminato, mio fratello in ogni angolo individua una fungaia dove anni prima ha trovato… Non sa neppure lui che cosa e intanto il buon Davide inizia a capire davvero perché ci ritroviamo così spesso per questi raduni. Ma il tempo è tiranno e dopo il mio estremo tentativo di far trovare un nero al cittadino austroungarico, attraverso tutta la macchia in ginocchio in diagonale, dobbiamo desistere e tornare per il secondo tempo al bar, si sa, gli impegni sono impegni e non possiamo desistere. Qui troviamo pure il tempo per il volontariato, spostare macchine in panne è la nostra seconda professione.

Poi c’è la partita, gioca il Bologna e io da tifoso me la devo vedere con mio fratello che per l’occasione si fa ultras del Crotone, Dio solo sa quanto quel televisore abbia rischiato quella sera! E in tutto quell’orribile trambusto di goal subiti, si beve vino, buon vino e bruschette, mentre Erminio fa conoscenza con ogni mattone del paese.
La cena dal Gamba (Roberto), che dire ragazzi, l’apoteosi di caldo del camino e profumi inebrianti ci trascinano in una cena epica che vede quell’ometto del Brixia alzare bandiera bianca davanti al cinghiale e quella sagoma del Nutria mangiare solo erba in casa di un cacciatore...

Icolombacci volano nell’etilene che addensa l’aria rarefatta ed è in questo contesto surreale che facciamo la conoscenza della Signora Marchesa di Luriano e della propria famiglia. Mio fratello è un cicerone formato zelig, scambia versetti con i reali e abbozza ad una ecoday nella loro tenuta tra i boschi fantastici e rigogliosi che la circondano, il gamba danza su fiumi di cinghiali mentre Ercap recita versetti rinascimentali. Ragazzi cosa vi siete persi, in poco sono baci e abbracci e contatti reali e noi contenti e pieni di tutto ritorniamo al casale. Si narra di piani e strategie quella notte, io però ricordo solo sigarette e birre e grosse risate, alle 3 siamo a letto.

L’alba è quella di un nuovo giorno, la tanta pioggia attesa non fa capolino in quella fetta di mondo, un raggio di sole penetra e illumina la macchia e li capisco che per quest’anno i neri me li posso dimenticare. Si fa colazione e con impeto ci si butta alla ricerca di un frantoio, qualcosa a casa bisognerà pure portare. Convinciamo il gestore di un frantoio a darci l’olio nuovo, anzi Ercap lo convince, scrutiamo anche quella fetta di mondo e dopo esserci fermati nel chianti per del vino arriva il tragico momento dei saluti.

Oddìo, mi prende un brivido, svegliatemi, è finito… tra me e me penso che non sia possibile, questa tre giorni è stata oltre al limite dell’immaginabile, relax e bellezza allo stato puro, vorrei portarmi a casa un pezzetto di ogni presente, ma non è possibile, le lacrime e l’angoscia si prendono possesso dei nostri volti, è il momento di salutarci e davvero lo facciamo e ci si incammina verso le proprie baite.
Eccolo il raduno toscano 2017. Non lo so spiegare, ma mi manca tanto. Grazie ragazzi!

 

Un ultima domanda. Ma il piano occulto, quale sarebbe?

Hahahaha. Impossessarci del CASTELLO!

 

emiliano
Author: emiliano

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